La medicina narrativa

           "Sembra sempre che il mondo sia estremamente bravo nel volgerci contro le spalle, nel puntare il dito, nel non pensarci. Si aspettano un crollo, fragilità acute, dolori profondi ed incolmabili. Sono così pochi, i Rari, che forse non si sa mai cosa ci si trova davanti, con chi si ha a che fare, con quanto si ha a che fare. Siamo così, noi Rari, testardi, arrabbiati, affamati di quel che non possiamo avere. Permalosi, scontrosi. Siamo così, lunatici, scherzosi, sorridenti. Siamo diversi e uguali a tutti, siamo sia bianchi, sia neri, sia grigi. Siamo pieni di cicatrici, una per ogni lotta, ché quello che volevamo ce lo siamo dovuto prendere. Siamo quelli che imparano a non avere paura, perché non abbiamo alternative. Siamo quelli che vivono in bilico, una guerra per ogni angolo, quelli che combattono fino all’ultimo respiro. Sperando sempre di salvarci, ancora."
 
Anna Paola Bianchi, autrice del libro L'ultimo giorno d'inverno (ed. Tecniche Nuove)

 

La medicina narrativa: che cos'è

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  aggiornato il 27.08.2015
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