Fenilchetonuria, il problema dell'aderenza alla dieta si può risolvere

Prof. Vincenzo Leuzzi (Roma): “Le nuove miscele di aminoacidi risultano meno sgradevoli sia come odore che come sapore, e il loro rilascio prolungato rispecchia l'assorbimento fisiologico”

Roma – È impossibile parlare di fenilchetonuria senza parlare di screening neonatale, e viceversa. Dalla prima dimostrazione empirica del legame fra la riduzione dell'apporto di fenilalanina e il miglioramento clinico nel 1954, fino allo sviluppo del primo programma di test nel 1960, tutta la storia della malattia è legata a questo metodo di prevenzione. Presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile (ora U.O.C.) dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma è iniziato nel Lazio lo screening neonatale per la fenilchetonuria: era l'anno 1974. Il prof. Vincenzo Leuzzi, Ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università La Sapienza di Roma, è direttore di questo Istituto, tuttora centro di riferimento regionale per la patologia.

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