Neuropatia motoria multifocale, una malattia scambiata per Sla

La differenza è che una terapia specifica c’ è e può prevenire la disabilità.
Le immunoglobuline endovena con indicazione specifica sono disponibili in Italia da oltre un anno ma, per risparmiare, non sempre vengono prescritte.
Sen Bianconi: “La terapia appropriata è un diritto del paziente e una necessità per il sistema sanitario”

Roma - Tutto comincia con una strana debolezza alle mani, un disturbo che progredisce rendendo difficili azioni quotidiane che richiedono precisione nelle dita, come digitare un sms, chiudere i bottoni della camicia, scrivere al pc, usare le chiavi, pettinarsi. Dopo il medico di base i pazienti arrivano al neurologo: è il primo passo verso la diagnosi corretta, che però può anche arrivare dopo 2 o 3 anni dai sintomi e dopo trattamenti inappropriati. La malattia che affligge questi pazienti, per lo più uomini tra i 20 e i 50 anni, è rara, interessa circa 1 persona ogni 100.000. Si chiama Neuropatia Motoria Multifocale (Multifocal Motor Neuropathie - MMN) e origina da una improvvisa disregolazione del sistema immunitario. Per i sintomi con cui si presenta non è inusuale che ai pazienti venga ipotizzata una prima diagnosi errata e tremenda: quella di Sla, la ormai nota Sclerosi Laterale Amiotrofica, gravissima patologia degenerativa, incurabile e ad esito fatale.

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